martedì, giugno 21, 2016

Sidi Bou Said, il villaggio bianco e blu

Durante il mio ultimo viaggio in Tunisia sono tornata, a distanza di tanti anni, nel villaggio di Sidi Bou Said, una delle mete turistiche vicino Tunisi tra le più apprezzate.

Per chi non ne ricorda bene di nome è semplicemente il villaggio bianco e blu. Già perché questi sono i colori dominanti: il bianco delle mura delle abitazioni e il blu di porte e finestre che pare quasi volersi confondere con i colori del mare e del cielo.


Camminando, sia lungo la via principale che tra vicoli di Sidi Bou Said, si scoprono poi anche tutti gli altri colori: quelli dei souvenir venduti nei vari negozi,  il verde e il rosso intenso delle bouganville e il bianco giallo pallido dei gelsomini che si arrampicano sulle abitazioni, quelli degli abiti dei turisti e delle famiglie che affollano le vie, quello dell'hennè delle tatuatrici, a volte un po' troppo insistenti, che decorano le mani delle turiste, ben felici di portare a casa in questo modo un pezzetto di Tunisia.

E ancora i colori dei quadri delle sue varie gallerie d'arte. Già perché questo è da sempre anche un paese fonte di ispirazione per tanti artisti, tunisini e stranieri, uno fra tutti Paul Klee. E fu proprio  un artista, il pittore orientalista francese Rhodolfe d'Erlanger, che nei primi anni venti del secolo scorso ebbe l'idea di caratterizzare con i colori bianco e blu l'antico villaggio corsaro. Il suo palazzo, oggi sede del Museo della Musica Mediterranea, è aperto alle visite.

Per chi trascorre qui l'intera giornata certo non c'è il problema di cosa mettere nello stomaco. A Sidi Bou Said troverete tanti ristoranti dove poter assaporare il meglio della cucina tunisina, primo fra tutti il cous cous

Il ricordo che avevo del mio viaggio precedente era quello di un tè alla menta con i pinoli sorseggiato su una terrazza panoramica che si affaccia sul Mediterraneo, bevuto al termine di una bella passeggiata alla ricerca dei tanti piccoli dettagli nascosti tra i vicoli.

 E così come accaduto allora, anche questa volta mi sono lasciata catturare dal villaggio e dalle sue stradine immortalandone i particolari con la mia Canon. Protagonisti assoluti dei miei scatti porte e portoni: piccoli e grandi, semplici e decorati, con cornice o senza, quasi tutti blu ma non solo, già perché, incredibile ma vero, ce ne sono alcuni che non sono blu.

Il villaggio prende il nome da un sufita che, durante il suo viaggio di ritorno da un pellegrinaggio alla Mecca, scelse questo luogo per ritirarsi.  Bou Said Khalad el beji,  per gli amici  Sidi Bou Said, morì qui nel 1231 e la sua tomba divenne un luogo di pellegrinaggio.

La storia del villaggio però è molto più antica. Siamo a due passi da Cartagine e non stupisce quindi che la sua fondazione sia legata proprio ai Cartaginesi.

Lasciando Sidi Bou Said mi è rimasta la curiosità, e soprattutto la voglia, di trascorrere qui una notte per vedere come il villaggio, svuotato pian piano dai turisti mordi e fuggi, può finalmente offrire il meglio di sé con le stradine piene solo di silenzio.

Come arrivare:

La prima volta sono venuta partecipando ad una escursione organizzata dall'hotel nel quale ero ospite che mi ha portato in giornata anche a Tunisi e Cartagine. 

Quindi se siete in vacanza in Tunisia questa può essere una soluzione.

Chi sceglie di venire in auto, magari presa a nolo, può lasciarla nei parcheggi appena fuori dal centro urbano perché qui vi muoverete a piedi. 

La macchina proprio non vi serve, anzi le auto sono proprio bandite dal centro storico del villaggio.

Per arrivare con i mezzi pubblici invece c'è il TGM Tunisi- La Marsa, la metro leggera di Tunisi detta anche "il treno blu" con corse ogni 20 minuti.
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