venerdì, luglio 05, 2013

Tunisia, i mosaici del Bardo

Salone delle feste
Se andate a Tunisi, non perdete una visita al Museo del Bardo, per noi è stato la prima cosa che abbiamo fatto a Tunisi. E' qualcosa di veramente straordinario: si tratta non solo del più importante museo tunisino ma anche del più antico dell'intero mondo arabo e dell'Africa.

Già questo da solo basterebbe a renderlo una meta imperdibile. Ma non è tutto. L'edificio che lo ospita è un vero e proprio capolavoro di arte husseinita (XIX sec.), un tempo fu la residenza del Bey di Tunisi, poi nel 1888 fu trasformato in museo con il nome di Alaoui, un modo per rendere omaggio al sovrano dell'epoca. 
Girando per le varie sale non dimenticate di guardarvi bene intorno per scoprire i segni di quello che fu l'antico uso, compresi dei soffitti magnifici, primo fra tutti quello dell'ex sala delle feste. Dopo l'indipendenza della Tunisia, nel 1956 fu ribattezzato Museo del Bardo.

Oggi, rispetto ad alcuni anni fa, il museo è raddoppiato. Tra il 2009 e il 2012, infatti, ha subito una profonda ristrutturazione che lo ha reso non solo più grande, circa 9mila mq, ma lo ha modernizzato, consentendogli così di essere inserito tra i musei di statura internazionale.
Mosaico dei due pugili
 Il percorso espositivo si articola in 40 sale su tre livelli secondo nuovi circuiti di visita che seguono criteri cronologici e tematici: il periodo preistorico, quello punico, romano, cristiano, arabo-islamico e infine quello dell'archeologia sottomarina.

Da sempre, fiore all'occhiello del museo è la collezione di mosaici: la più importante del mondo, che racconta per immagini la storia della Tunisia. 

Turisti con le sovrascarpe per non rovinare i mosaici
Molti sono sistemati sulle pareti, altri sul pavimento, a prevenire il rischio di danneggiamenti da calpesio, il pubblico indossa, obbligatoriamente delle sovrascarpe.

La toletta della matrona

I mosaici, di piccole e grandi dimensioni, raccolti tra queste mura sono circa un migliaio, provenienti tutti dalla Tunisia.

La maggior parte dei pezzi risale al III secolo e si riferisce al periodo paleocristiano, tra le immagini che si leggono tra le tessere colorate anche un'evidente simbologia cristiana, come dimostra anche uno dei pezzi più belli in mostra: una fonte battesimale interamente coperta da una raffinata decorazione musiva.
Fonte battesimale
Piccoli frammenti colorati che, uno accanto all'altro ci parlano di storia, mitologia, religione, agricoltura, caccia, pesca e vita quotidiana.

Di una Tunisia verde, granaio di Roma, della Tunisia religiosa terra in cui proliferarono le tre grandi religioni monoteiste: Cristiana, Ebraica, Islamica. 

E ancora dei suoi abitanti, e delle loro case.

Mosaico con leoni di montagna
Tra i temi decorativi anche l'antica fauna locale. Dai mosaici scopriamo così quali fossero gli animali dell'epoca, primo fra tutti il leone di montagna, quello utilizzato nei combattimenti con i gladiatori e ancora la ricchezza di prodotti agricoli che facevano della Tunisia il granaio di Roma.

Ritratto del poeta Virgilio
Tante anche le immagini mitologiche, che ci narrano vicende note, come Bacco e Arianna, Teseo e il Minotauro, Ulisse e le sirene.

Il mosaico pià celebre è quello che rappresenta Virgilio con le muse, la straordinarietà di questo pezzo sta nel fatto che sarebbe l'unico ritratto del poeta 

Oltre ai mosaici anche numerose statue e oggetti di terracotta, tra questi dei curiosi oggetti utilizzati per allattare i bambini, insomma una sorta di biberot antichi.
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